Gli inviti poetici dell’“Osteria Marazza”

Achille Marazza (1894–1967), deputato della Democrazia Cristiana nella I e II legislatura, era solito accogliere amici, intellettuali e ospiti nella sua villa di Borgomanero, che amava chiamare “Osteria Marazza”.

Un’osteria privata e celebre, rinomata per la qualità dei vini e dei piatti, che lo stesso Marazza teneva a servire personalmente ai propri invitati.

Fra gli ospiti e gli amici figurava anche Alberto Cavaliere. Politicamente i due uomini appartenevano a mondi opposti — Marazza nelle fila della DC, Cavaliere vicino al PSI — ma ciò che la politica divideva, la cultura e l’arte ricomponevano nel segno dell’intelligenza e dell’eccellenza.

Per gli inviti alle sue celebri cene, Marazza si affidò proprio alla penna ironica e raffinatissima di Cavaliere, autore di testi in versi di grande leggerezza e invenzione.

I documenti conservati

La Fondazione conserva sei inviti datati fra il 1960 e il 1965:

  • FMB 1042 — opuscolo con copertina illustrata
  • FMB 979 — tre inviti su fogli sciolti ripiegati
  • FMB 985 — invito dattiloscritto
  • FMB 1068 — invito “Ad bibendum”, 10 luglio

Questi testi si leggono ancora oggi con grande piacere: nello stile tipico di Cavaliere, le rime non appaiono mai forzate o artificiose, ma sembrano nascere naturalmente dal pensiero, come l’unica parola possibile in quel preciso contesto.

(Per gentile concessione della Fondazione Achille Marazza, Borgomanero, Fondo Achille Marazza)